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22/11/2017 - Tari gonfiata. Anche le imprese sono state colpite

Dai dati della Camera di Commercio di Milano risulta, ad esempio, che un magazzino all’ingrosso di ferramenta con superficie complessiva di 200 metri quadri di cui 80 destinati ad area produttiva (aree ove si effettuano lavorazioni o stoccaggio di prodotti finiti o semilavorati), paga oggi una Tari di 1.032,40 Euro quando, in realtà, l’importo corretto dovrebbe essere di 619,44. L’aggravio per l’impresa è pari a 412,96 euro (+67%). Emblematici sono anche i casi delle aree espositive, tipicamente di grandi dimensioni ma con una ridottissima produzione dei rifiuti: basti pensare ai mobilifici o agli spazi espositivi dei concessionari di automobili, ove la reale area «produttiva» di rifiuti, rappresenta mediamente solo il 15% della superficie totale. A queste imprese la tassa sui rifiuti viene oggi calcolata invece sull’intera superficie. Altro esempio eclatante di distorta applicazione della tassa sui rifiuti riguarda gli alberghi, generalmente soggetti a coefficienti fortemente squilibrati rispetto al potenziale produttivo di rifiuti.

A rilevarlo con lucidità, tra le altre, una sentenza del Tar della Puglia (sentenza n. 570 del 12 marzo 2013) che ha affermato la sproporzione tra la tariffa stabilita dal Comune di Brindisi per gli esercizi alberghieri con ristorazione (€ 11,13 a mq) o senza ristorazione (€ 8,90 a mq) e la tariffa stabilita per le abitazioni (€ 2,43 a mq), in violazione del principio europeo «chi inquina paga». Nel caso di specie l’albergo, con una superficie di circa 1.000 mq, pagava una tassa di 8.941 € quando, in applicazione della sentenza, avrebbe dovuto pagarne 4.492 €. Questi dati non devono sorprendere se si considera che, solo negli ultimi sei anni, come si vede nel grafico seguente, la tassa sui rifiuti è aumentata del 68%, corrispondente ad un incremento complessivo di 3,7 miliardi di euro. Una tassazione crescente che si è riflessa indifferentemente su tutte le principali categorie economiche del terziario con distorsioni eclatanti (rispetto alla media nazionale) per alcune attività. Nonostante la forte riduzione del giro d’affari dovuto alla crisi economica, negli ultimi 6 anni, ristoranti e pizzerie hanno registrato un aumento del 480% mentre ortofrutta e pescherie addirittura del 650%.Una tassazione crescente doppiamente ingiustificata se si considerano i dati riguardo alla produzione totale di rifiuti che, in controtendenza, ha subito un rallentamento. Le imprese, infatti, continuano a pagare di più nonostante negli ultimi sei anni la produzione dei rifiuti sia decresciuta.

 

Altra vistosa distorsione è quella che emerge analizzando gli ultimi dati sulla raccolta differenziata presentati dal “Rapporto sui rifiuti urbani – Ispra 2017″. Il rapporto certifica come il costo di gestione dei rifiuti differenziati (15,12 centesimi di euro al kg) sia inferiore di circa un terzo rispetto a quello degli indifferenziati (40,79 centesimi di euro al kg). Un dato che letto congiuntamente al trend crescente di raccolta differenziata, presupporrebbe una contrazione della spesa complessiva che invece sappiamo essere cresciuta. È evidente, pertanto, come con il pagamento della Tari non si sono andati a coprire solo i costi per migliorare la differenziata, ma anche le inefficienze e gli sprechi del sistema. A fronte di meno rifiuti e di un costo del servizio sempre più alto, le aziende di gestione non sono state capaci di implementare sistemi in grado di traguardare gli obiettivi previsti dalla normativa. Anche se in termini assoluti, nel 2016, la percentuale di raccolta differenziata si attesta al 52,5% nel 2016 (+5% rispetto al 2015), il Paese rimane in ritardo rispetto agli obiettivi fissati a livello europeo.

 

Dai dati della Camera di Commercio di Milano risulta, ad esempio, che un magazzino all’ingrosso di ferramenta con superficie complessiva di 200 metri quadri di cui 80 destinati ad area produttiva (aree ove si effettuano lavorazioni o stoccaggio di prodotti finiti o semilavorati), paga oggi una Tari di 1.032,40 Euro quando, in realtà, l’importo corretto dovrebbe essere di 619,44. L’aggravio per l’impresa è pari a 412,96 euro (+67%). Emblematici sono anche i casi delle aree espositive, tipicamente di grandi dimensioni ma con una ridottissima produzione dei rifiuti: basti pensare ai mobilifici o agli spazi espositivi dei concessionari di automobili, ove la reale area «produttiva» di rifiuti, rappresenta mediamente solo il 15% della superficie totale. A queste imprese la tassa sui rifiuti viene oggi calcolata invece sull’intera superficie. Altro esempio eclatante di distorta applicazione della tassa sui rifiuti riguarda gli alberghi, generalmente soggetti a coefficienti fortemente squilibrati rispetto al potenziale produttivo di rifiuti.

 

A rilevarlo con lucidità, tra le altre, una sentenza del Tar della Puglia (sentenza n. 570 del 12 marzo 2013) che ha affermato la sproporzione tra la tariffa stabilita dal Comune di Brindisi per gli esercizi alberghieri con ristorazione (€ 11,13 a mq) o senza ristorazione (€ 8,90 a mq) e la tariffa stabilita per le abitazioni (€ 2,43 a mq), in violazione del principio europeo «chi inquina paga». Nel caso di specie l’albergo, con una superficie di circa 1.000 mq, pagava una tassa di 8.941 € quando, in applicazione della sentenza, avrebbe dovuto pagarne 4.492 €. Questi dati non devono sorprendere se si considera che, solo negli ultimi sei anni, come si vede nel grafico seguente, la tassa sui rifiuti è aumentata del 68%, corrispondente ad un incremento complessivo di 3,7 miliardi di euro. Una tassazione crescente che si è riflessa indifferentemente su tutte le principali categorie economiche del terziario con distorsioni eclatanti (rispetto alla media nazionale) per alcune attività. Nonostante la forte riduzione del giro d’affari dovuto alla crisi economica, negli ultimi 6 anni, ristoranti e pizzerie hanno registrato un aumento del 480% mentre ortofrutta e pescherie addirittura del 650%.Una tassazione crescente doppiamente ingiustificata se si considerano i dati riguardo alla produzione totale di rifiuti che, in controtendenza, ha subito un rallentamento. Le imprese, infatti, continuano a pagare di più nonostante negli ultimi sei anni la produzione dei rifiuti sia decresciuta.

 Fonte: LentePubblica.it

Altra vistosa distorsione è quella che emerge analizzando gli ultimi dati sulla raccolta differenziata presentati dal “Rapporto sui rifiuti urbani – Ispra 2017″. Il rapporto certifica come il costo di gestione dei rifiuti differenziati (15,12 centesimi di euro al kg) sia inferiore di circa un terzo rispetto a quello degli indifferenziati (40,79 centesimi di euro al kg). Un dato che letto congiuntamente al trend crescente di raccolta differenziata, presupporrebbe una contrazione della spesa complessiva che invece sappiamo essere cresciuta. È evidente, pertanto, come con il pagamento della Tari non si sono andati a coprire solo i costi per migliorare la differenziata, ma anche le inefficienze e gli sprechi del sistema. A fronte di meno rifiuti e di un costo del servizio sempre più alto, le aziende di gestione non sono state capaci di implementare sistemi in grado di traguardare gli obiettivi previsti dalla normativa. Anche se in termini assoluti, nel 2016, la percentuale di raccolta differenziata si attesta al 52,5% nel 2016 (+5% rispetto al 2015), il Paese rimane in ritardo rispetto agli obiettivi fissati a livello europeo.



20/11/2017 - Errati conteggi TARI.

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Tantissimi sono i contribuenti che da giorni tempestano i vari Responsabili ed operativi degli uffici Tributi Comunali.
Spesso, soprattutto nei piccoli centri, vengono direttamente interpellati Segretario Comunale se non addirittura gli Amministratori. Sindaco in testa.

Ma di cosa stiamo parlando ??

Scandalo TARI – bollette gonfiate per coloro che possiedono un garage.

No .... i nostri Clienti hanno fatto i conteggi giusti.

Molti i contatti anche da Enti non nostri Clienti per avere chiarimenti sulla "questione" così enfatizzata dai media (televisione, radio, giornali, Web, ecc.). E questo, indubbiamente, ci gratifica.

Ma ci gratifica anche il fatto che riceviamo numerose mail e telefonate di responsabili che riconoscono in noi (Azienda e Software) un punto fermo per un supporto a 360° (in alcuni casi anche "psicologico").

La formazione, il gestionale (che ancora una volta ha garantito il buon funzionamento degli uffici), la consulenza, il supporto per il "cambio della spazzatura" nei vari passaggi - Trsu, Tares, Tari ed ora Tarip - ed alla creazione del PEF (Piano economico Finanziario) hanno permesso ai Comuni da noi serviti di poter rispondere "no, noi siamo a posto" (esempio).

Quando si dice che non tutto il male viene per nuocere ....

 

 

 



13/11/2017 - L'Azienda Si.Re. Informatica investe e cresce ancora

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Il 2017 volge ormai al termine ma con tante belle ed importanti novità.

L'Azienda Si.Re. Informatica s.r.l. dopo 35 anni di attività, grazie ai successi in termini di qualità del servizio e di crescita anche in termini numerici di Clienti e servizi, continua ad investire.

Storicamente i  servizi verso la Pubblica Amministrazione sono il principale obiettivo della nostra organizzazione e per questo motivo abbiamo investito risorse e, con passione, abbiamo ottenuto i seguenti risultati:

  • Il consolidamento della leadership territoriale per i servizi tecnologici alla Pubblica Amminstrazione grazie all'acquisizione di Netguru S.r.l.
  • L'acquisizione della certificazione di "Top Dealer" di Studio K S.r.l. e l'esclusiva commerciale territoriale dei relativi prodotti e servizi;
  • Le certificazione con Zyxel e F-Secure con la quale siamo in grado di supportare ai massimi livelli la sicurezza informatica dei nostri Clienti;
  • Il consolidamento della partnership con VOISpeed (oggi gruppo TeamSystem)

La nostra struttura commerciale si è dotata di una nuova figura professionale definita "account manager", ovvero un referente dedicato alla cura dei problemi e necessità del Cliente.

 

 

 

 

 



03/11/2017 - Pubblicato il nuovo sito di Borghese.

Entra in gioco per la prima volta la nuova tecnologia per la gestione dei siti internet.
Il caso di eccellenza della boutique di lusso nel centro di Acqui Terme necessitava, oltre che dei contenuti, anche un forte impatto visivo.

La medesima tecnologia che verrà sposata per i nuovi portali della P.A.L.

Nel frattempo, buona navigazione sul sito www.borgheseacquiterme.it ...

 

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27/09/2017 - Una falla nel sistema SOGEI: Le Fatture Elettroniche sono finite on line

Una falla nel sistema telematico gestito dalla società pubblica Sogei per la trasmissione delle fatture elettroniche all’Agenzia delle Entrate, che ha permesso a chiunque avesse le credenziali per entrare, commercialisti o anche semplici contribuenti, e per non si sa quanto tempo, di consultare liberamente i dati fiscali degli altri cittadini.


Nella giungla burocratica italiana è stata vista come una innovazione importante e negli ultimi due anni il 30% delle imprese italiane l’ha introdotta: parliamo della fatturazione elettronica nei rapporti con la pubblica amministrazione, che ha raggiunto una percentuale di molto superiore alla media Ue.

C’era stato uno sviluppo positivo, visto che l’ultima classifica certifica i passi in avanti compiuti dall’Italia per colmare il divario con i Paesi più avanti nell’Ue sul fronte della digitalizzazione delle imprese. Adesso questo buco nel sistema, certificandone l’inaffidabilità, rischia di far nuovamente precipitare le cose.

Il sistema ora è stato momentaneamente bloccato, ma il presidente della Commissione di Vigilanza sull’Anagrafe Tributaria, Giacomo Portas, e il Garante della Privacy, Antonello Soro, vogliono capire «se si è trattato di un incidente imprevedibile o della mancata attuazione delle misure di protezione dei dati personali che sono necessarie e che erano state chieste». Anche il Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro ha richiesto un immediato intervento risolutivo ed esplicativo mirato alla soluzione delle cause ostative alla regolare trasmissione dei dati.

In pratica con un semplice codice fiscale si potevano vedere e scaricare tutte le fatture telematiche trasmesse all’Agenzia delle Entrate.

La sospensione e la manutenzione (scoperta la vulnerabilità il canale di accesso ad Entratel via web è stato sospeso dall’Agenzia delle Entrate e sarà ripristinato entro oggi, assicurano) arrivano dopo le segnalazioni arrivate nei giorni scorsi da alcuni professionisti. Segnalazioni che hanno posto un problema di privacy nell’accesso ai dati. Da un lato, infatti, c’è chi ha notato che, una volta inserite le credenziali Entratel, si poteva accedere digitando il codice fiscale di un contribuente a tutti dati del suo spesometro, delle sue liquidazioni Iva. Qualche professionista aveva notato che inserendo per errore una cifra sbagliata del codice della ricevuta di invio si poteva comunque visualizzare il dettaglio dati altrui.

 

Fonte: LentePubblica.it